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DISASTRO AMBIENTALE IN KAMCHATKA
Purtroppo il focus di questa settimana è dedicato al terribile disastro ambientale che si sta verificando in Russia, nella penisola orientale della Kamchatcka e in particolare nella Baia Avacha, nota località turistica e nei cui pressi è situato anche un patrimonio Unesco, il Parco Nalychevo.
Quello che viene denunciato è la comparsa da giorni di migliaia di cadaveri di animali come foche, pesci, molluschi e crostacei sulle rive della penisola.
Ad accompagnare la moria di tutti questi animali marini, specialmente quelli dei fondali è uno strano odore proveniente dal mare e da sintomi di avvelenamento patiti da turisti e surfisti: nausea, vomito, irritazione di pelle ed occhi hanno colpito diverse persone, anche quelle non entrate a contatto con l'acqua.

Lo scienziato Ivan Usatov dopo una immersione ha confermato il grave scempio ambientale: "Dopo questa immersione posso confermare che c'è un disastro ambientale in corso. L'ecosistema è stato notevolmente minato e ciò avrà conseguenze a lungo termine, poichè tutto in natura è interconnesso" ha dichiarato.

A rendere il tutto ben peggiore è che ancora non c'è nessuna certezza sulle cause, cosa davvero grave perchè non sapendo cosa stia provocando questa tragedia ecologica, non c'è modo nè di risolverla nè di prevenirla in futuro. Il ministro dell'Ecologia russo Dmitrij Kobylkine ha rilasciato dichiarazioni senza senso attribuendo la moria degli animali e l'inquinamento del mare ad un fenomeno naturale susseguente alle tempeste stagionali che farebbero aumentare la tossicità dei micro organismi che provocano un cambiamento nel contenuto di ossigeno nelle acque. Ma allora questo dovrebbe essere un fenomeno ciclico. Il governatore della regione ha invece aperto una inchiesta che faccia luce sull'accaduto ma per ora rimangono solo delle ipotesi. SI parla dello sversamento in mare di petrolio da parte di una nave di passaggio. Lo scienziato Dmitry Lisitsin di Yuzhno-Sachalinsk, capo dell'organizzazione "Ekologicheskaya vakhta di Sachalin" la pensa però diversamente: "Non c'è nulla che punti all'inquinamento da petrolio come causa di questi eventi. Il petrolio è più leggero dell'acqua e forma una pellicola sulla sua superficie, ha un odore caratteristico e causa la morte soprattutto di uccelli e non dei pesci o organismi del fondale, come in questo caso" spiega Lisitsin. Lo scienziato ambientale crede invece che nell'acqua deve essere penetrato "un veleno molto forte che uccide organismi viventi". Secondo l'ecologo si potrebbe trattare di alcuni componenti del carburante per i razzi altamente tossici che avrebbero potuto raggiungere l'oceano dal vicino poligono militare Radygino dove sono stoccati, perchè in disuso, dal 1998.
Altra ipotesi è quella della possibile perdita dal sito dell'interramento di pesticidi stoccati nel poligono Kozelskij.
Qualunque sia la causa una cosa è certa: è provocata da attività umane e a subirne i danni saranno gli animali, umani e non, che non hanno alcuna colpa.
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